IV
Al tempo di Balthus
Dal 1961 al 1977 l’Accademia ha come direttore il pittore Balthus, nominato da André Malraux. La villa è allora in stato di abbandono: Balthus avvia un lungo restauro degli edifici e dei giardini, ritrova gli antichi colori delle pareti e riporta la Villa Medici al suo splendore.
Alle sale restituisce i loro colori sommessi — quei rosa spenti, quegli ocra e quelle terre che oggi si chiamano «i grigi di Balthus». Tende i saloni di arazzi, dispone bronzi e teste antiche, accende lampade basse: tutto è composto come in un quadro.
Vi abita con Setsuko, la giovane moglie giapponese conosciuta a Roma e sposata nel 1967. I salotti, la scala elicoidale, le camere a baldacchino compongono una scenografia di grave eleganza, tra Oriente e Rinascimento.
È in questa casa ricomposta da un pittore che Jean Marc Lange trascorre i suoi anni romani. Di Balthus dirà che fu per lui un esempio e un amico più che un maestro: non un insegnamento, ma una lezione di sguardo.
